Arbitrato - Conciliazione - Mediazione

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La Mediazione Familiare

Da diversi anni, anche se con ritardo rispetto ad altri paesi, in Italia si stanno sperimentando forme d'aiuto alle famiglie separate attraverso interventi di mediazione familiare mirati alla risoluzione del conflitto coniugale per la tutela del danno del minore, attraverso la riorganizzazione delle relazioni dell'intero nucleo familiare. «La mediazione familiare è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari, in vista o in seguito alla separazione o al divorzio. In un contesto strutturato il mediatore, come terzo neutrale e con una formazione specifica, sollecitato dalle parti, nella garanzia del segreto professionale e in autonomia dall'ambito giudiziario, si adopera affinché i partner elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli, in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale.» E' un percorso, scandito da fasi circolari, con una durata temporale, che generalmente viene individuato nel numero degli incontri. All'interno di un contesto strutturato in cui il mediatore, terzo neutrale, sostiene la comunicazione tra i partner ai fini della gestione del conflitto e a vantaggio della capacità di negoziare sugli aspetti che riguardano la separazione. Vengono favoriti i genitori nella ricerca delle soluzioni più adatte alla specificità della loro situazione e dei loro problemi per tutti quegli aspetti che riguardano la relazione affettiva ed educativa con i figli. La mediazione tende a ristabilire la comunicazione tra le parti per poter raggiungere un obiettivo concreto: la realizzazione di un progetto di organizzazione delle relazioni dopo la separazione. L'obiettivo finale si realizza quando i genitori si riappropriano, pur separati, della comune responsabilità genitoriale, senza lasciare dietro di sé né vinti né vincitori alla fine del loro percorso. Essa, pertanto, rientra nell'ambito degli interventi volti a promuovere nei partner/genitori le risorse, le competenze, la motivazione al dialogo a prevenire il disagio dei minori.


 

La regolazione delle relazioni è uno dei punti cruciali della mediazione; il processo pertanto deve eliminare tutti gli ostacoli che impediscono ai due coniugi di trovare serenamente e in maniera collaborativa la soluzione ai loro problemi pratici e organizzativi connessi alla loro separazione.

La mediazione, pertanto, può anche essere letta come aiuto che viene offerto alla coppia al fine di riequilibrare il potere contrattuale fra le parti, permettendo, così, uno scambio alla pari. Questo perché in essa vengono affrontati anche altri problemi che possono essere di natura patrimoniale, fiscale etc. Il futuro della prole e il suo benessere trova delle garanzie proprio nella capacità e disponibilità dei genitori a comunicare, dialogare e di condividere un progetto genitoriale comune: è fondamentale che entrambi siano concordi sugli aspetti educativi, relazionali, psicologici e, in generale, su tutti quelli che influenzano la loro crescita. La coppia, pertanto, è chiamata a svolgere il ruolo genitoriale attraverso la valorizzazione delle risorse che afferiscono a tale funzione e si possono sintetizzare nei seguenti punti:

a) livello di fiducia reciproca;

b) riconoscimento del ruolo genitoriale dell'altro;

c) attenzione ai bisogni del figlio;

d) consapevolezza che il figlio necessita del contributo affettivo e educativo di ognuno di loro.

Ciò permette di realizzare l'interesse degli eventuali figli coinvolti permettendo loro di:

1) mantenere un buon rapporto con entrambi i genitori;

2) sentirsi rassicurati dalla comune presa in carico da entrambe le figure genitoriali;

3) non essere costretti a vivere un lutto impossibile;

4) non perdere una fonte così importante di sostegno e di affetto.

In tale contesto la mediazione familiare ha una posizione di distanza e di indipendenza dal sistema giuridico, tant'è che una clausola per avviare tale intervento è la sospensione del procedimento legale per tutto il periodo che la coppia ha colloqui con il mediatore. La clausola trova il suo fondamento nel lavoro di risoluzione del conflitto che la mediazione vuole ottenere, e che non potrebbe realizzarsi se ci fosse un procedimento legale aperto. Inoltre la mediazione non è una consulenza tecnica per i giudici. Essa non può porsi l'obiettivo di fornire informazioni sui rapporti esistenti tra il minore e i genitori, sulla qualità dei genitori, o ancora sugli elementi che possono incidere sulla quotidianità del minore.

 
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